Spedizione tracciata in tutta Italia · Libri usati selezionati dal 2003
· ·

Lettere di un padre alla figlia che si droga

COD: lettere-padre-figlia-droga
16.00
CondizioneUsato
EdizioneRizzoli
Copie1 disponibile

Un padre scrive lettere alla figlia persa nel mondo della droga e della solitudine, cercando di superare l’abisso che li separa attraverso le parole. Le lettere diventano un racconto labirintico di disperazione e ricordi, trascendendo la realtà per toccare l’enigma esistenziale del nostro tempo. Nonostante il contesto doloroso, la scrittura rivela un equilibrio poetico che suggerisce l’idea che l’esistenza abbia dimensioni al di là delle nostre comprensioni immediate.

1 disponibili

Spedizione tracciata — consegna in 3-5 giorni lavorativi
Pezzo unico — copia usata verificata e disponibile

Descrizione

Un padre scrive alla figlia. È lontana, troppo lontana: perduta nei meandri della droga, sepolta in quel carcere dove non si vede né si ascolta, ma solo ci si consuma. Quel padre cerca di forzare con le parole la più invalicabile delle solitudini. Ma come l’abisso chiama l’abisso, così la disperazione senza nome chiama un’altra disperazione senza nome. È così che ogni parola gettata diventa la punta tagliente di un’autoaccusa e la speranza impossibile diventa un impossibile ricordo. La storia si ripiega sulla preistoria e la saggezza, che anche se esistesse non saprebbe riconoscersi, impara a balbettare il linguaggio dell’infanzia. Il filo dell’amore si intreccia ad altri fili fino a toccare quella distanza che ognuno di noi porta dentro di sé, a stringerla nelle trame sottili di un enigma, di una immagine prossi- ma a dileguarsi sull’orlo tangibile della vita.
Le lettere si fanno racconto ma il racconto era già da sempre in questa dominante essenziale del ricordo, dove chi scrive fa delle sue tensioni irrisolte, delle sue paure e dei suoi spasimi, delle sue stesse tradite. dolcezze le linee di un itinerario che non ha principio né fine e assomiglia a un labirinto. È così che Luciano Doddoli trascende il documento eci mostra l’enigma di un messaggio chiuso in una bottiglia e affidato a quelle acque acherontee che sono quelle del nostro tempo e che hanno ormai sommerso ogni Olimpo. Paradossalmente tuttavia, in quel “paese senza dove” che un teosofo persiano del XII secolo chiamava Nâ-Kojâ-Abâd, e che sta celato dietro l’inferno stesso in cui noi abitiamo, la poesia di questa scrittura trova il suo esatto equilibrio e ci dà il brivido di un oscuro ammaestramento. Dietro questa storia di lettere c’è una storia segreta dove anche l’ultima delle distanze è compresa. «Vivere e cessare di vivere – diceva Bréton-sono soluzioni immaginarie. L’esistenza è altrove.>

Informazioni aggiuntive

Anno ediz

1982

Autore

Editore

Legatura

Copertina flessibile

Pagine

135

Recensioni

Ancora non ci sono recensioni.

Recensisci per primo “Lettere di un padre alla figlia che si droga”

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *