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8 marzo 1955

8 marzo 1955

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Katia Graziosi ritrova un dattiloscritto di Anna Zucchini su eventi dell'8 marzo 1955. Le donne dell'UDI decidono di farne un libro per educare le nuove generazioni. La copertina, con una foto d'archivio, e il colore scelto mirano a catturare l'essenza e la vitalità di questa data.  

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Due parole sull'autore

Descrizione

Katia Graziosi ha ritrovato un prezioso dattiloscritto dove la madre Anna Zucchini si fa portavoce di avvenimenti accaduti l'8 marzo 1955. Le donne dell'UDI con entusiasmo e saggezza hanno subito compreso che sarebbe stato utile realizzare con questo testo un libro. Documento prezioso per le nuove generazioni, come afferma Miriam Mafai nella prefazione: "Occorre che questo giorno venga ancora celebrato per un futuro migliore e per ricordare le tante donne che hanno distribuito ramoscelli di mimosae affrontando per questo gesto irrisione, isolamento e persino denuncia".

La copertina creata fa perno figurativamente sulla bellissima e "fortunosa" fotografia trovata nell'archivio UDI di Bologna, dove si vede una scritta al neon che, attraversando via Ugo Bassi, omaggia di notte e di giorno la Festa delle Donne.

L'immagine accentra l'attenzione sul giorno nel quale la storia dell'autrice prende inizio e, dopo la lettura del libro, evidenzierà l'incoerenza tra volontà popolare e leggi applicate dal giudice.

Il colore porta in sé tanta energia e vuole esprimere tutta la vitalità dell'8 marzo.

Informazioni aggiuntive

Anno ediz

1998

Autore

Editore

Legatura

Brossura

Pagine

86

Anna Zucchini Graziosi nasce ad Anzola dell'Emilia, il 22 aprile 1922 e muore a Bologna il 23 settembre 1993, dopo una lunga malattia, un tumore, sopportato con speranza e ottimismo. Ha lavorato fino agli ultimi tre giorni di vita per la famiglia, per l'U.D.I, Per il sindacato, ai suoi racconti, alle sue ricerche, ha lavorato fino a quando un briciolo di forza e di energia l'ha sorretta. Nel 1936, poco più che adolescente, viene assunta alla fabbrica ducati di borgo panigale. Alla fine degli anni trenta è già attiva nei gruppi di difesa della donna che si esprimono in iniziative antifasciste e contro la guerra. Durante la resistenza è staffetta partigiana; viene anche arrestata dalla ghestapo e dalle brigate nere nel marzo del 1944 per il suo ruolo attivo nell'organizzare lo sciopero alla ducati e in altre fabbriche bolognesi. Nel dopo guerra fu, con il marito Linceo Graziosi, dirigente politico e sindacale, comandante partigiano, una delle animatrici del movimento dei lavoratori impegnato nella ricostruzione della ducati, spezzettata in tante fabbrichette sparse per l'italia del nord e contro il disegno stabilito dal governo di affossare e chiudere la ducati stessa. Con la massiccia ondata di licenziamenti per rappresaglia politica del 1953 venne privata del lavoro, fu fra le fondatrici del circolo U.D.I. Di borgo panigale e tutta la sua vita è stata caratterizzata dall'impegno politico e sociale. Con il marito Linceo Graziosi ha curato "Anzola: un popolo nella resistenza"; un volume di testimonianze orali, che racconta il singolare contributo delle donne e delle famiglie contadine alla lotta di liberazione nell'anzolese.
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