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Almeno una volta al giorno, sulle nostre tavole non può mancare la pasta, di cui gli spaghetti sono il simbolo, soprattutto oltrefrontiera. Un'abitudine antica, consolidata già dal tempo dei Romani. Cento anni prima di Cristo, Cicerone e Orazio erano grandi consumatori di làgana, strisce di pasta sottile preparate con farina e acqua, da cui derivano le nostre lasagne. E come dar loro torto? Gli spaghetti - la pasta - sono un alimento sano ed equilibrato dal punto di vista nutrizionale, perché assicurano il giusto apporto di carboidrati, essenziale al buon funzionamento dell'organismo. I maccheroni, invece, pare siano nati in Sicilia: uno scritto datato 1154 del geografo arabo Al-Idrin, parla, a proposito di un viaggio a Trabia, vicino a Palermo, di itriyah, un «cibo di farina in forma di fili». E così, fino al Settecento tutti i tipi di pasta presero il nome di "maccheroni". Finché i napoletani, celeberrimi consumatori di queste dorate strisce, si appropriarono del termine e lo usarono per identificare paste lunghe trafilate. E oggi? Bavette, bavettine, bucatini, capelli d'angelo, fettuccine, fidelini, linguine, maccheroni, mafaldine, mazzanelli, spaghetti, spaghettini, spaghettoni, vermicelli, vermicellini e ziti sono le tante varianti dei fili di pasta, preparati solo con farina e acqua. Ma come abbinare un condimento al giusto formato? La regola importante da seguire può essere la seguente: più la pasta è grossa, più il sugo può essere ricco di sapore e di ingredienti. Così, mentre i capelli d'angelo sono squisiti conditi semplicemente con olio o burro e formaggio grattugiato, gli ziti sono perfetti con il saporito supporto di un ragù di agnello.
E ora non rimane che provare i tanti modi possibili per cucinare gli spaghetti suggeriti da questo volumetto: gustose e squisite ricette, dalle più classiche ale più sfiziose.
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| Anno ediz | 2004 |
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| Legatura | Copertina rigida con sovracoperta |
| Pagine | 59 |